Feb23

dietrologia, governo e teoria dell’esplosione controllata

premetto che sono dietrologo di formazione.
non dietrologo fazioso e unidirezionale: dietrologo tout court.

detto ciò vorrei analizzare la posizione di Prodi se davvero dovessero passare i 12 punti concordati questa notte e in prima pagina di repubblica oggi.

Dodici punti non negoziabili. Approvati in poco più di un’ora da tutti i leader del centrosinistra riuniti con Prodi a Palazzo Chigi.

una sottoscrizione senza se e senza ma che lascia al premier il potere decisionale in caso di contese.

le consultazioni sono ancora in corso, vero, ma credo che se le cose dovessero andare così, il buon Romano si ritroverebbe rafforzato nel suo ruolo.

altro dato è che non si parla di di.co., che restano una decisione lasciata al parlamento.
se non passano, in sostanza, non è colpa del governo, che ci ha provato.. se passano, d’altro canto, coi cattolici nessuno ci perde la faccia, visto che è il parlamento a votare in libertà  di coscienza.

mossa astuta?
necessità  dettata dalla situazione?

chi lo sa.. resta che se questa è la linea che vedrà  luce nella nuova versione del governo Prodi dovrebbero ridursi i dissidi interni e relative accuse sul tema da parte dell’opposizione.

interessante, non trovate?
anche perché l’escalation di puttanate dette da esponenti del governo nell’ultima settimana e mezzo (diciamo a partire da amato su vicenza fino alle esternazioni di d’alema) non possono essere totalmente casuali: quanto possono essere idioti? non così tanto, credo.

e se avessero fatto saltare una valvola per far capire quale sarebbe stato il vero rischio nel continuare la querelle interna?