Variabile, scelgo te…
Ci sono molte cose che varrebbe la pena cambiare nella propria vita, o almeno, ce ne sono nella mia.
E’ sempre stato pesante dovermi scontrare con un fatto certo ed inoppugnabile, una roccia inamovibile che mi condiziona e mi giudica.
Ma a volte (solo a volte, eh) la risposta arriva da chi meno la si aspetta. Sto parlando di Amato. (oh, in effetti ci sono soggetti da cui me l’aspetterei anche meno, ma quando ci si distingue per femto-grani di fiducia, si tende ad approssimare).
La maggioranza variabile, che idea! Voglio dire, non è geniale nella sua semplicità ? Al governo ci stiamo noi, ma votiamo un po’ tutti a turno per il sì, così si va avanti malgrado tutto, no?
Un’idea così merita il premio Nobel. Soprattutto per le applicazioni pratiche nella vita comune. Immaginate di poter giocare la carta “variabile” (come in yu-gi-ho) quando davvero serve. Non sarebbe grandioso? Vi faccio qualche esmpio realistico quanto quelli possibili al parlamento:
due di picche variabile:
uomo: ciao bella
donna(gelida): Sei un riufiuto condensato in forma umana(neanche troppo ben riuscita); non vali il volume d’aria che occupi e anche come concime organico stenti ad avere un buon piazzamento.
uomo(impassibile, estrae “variabile” dal deck): ciao bella
donna(sorridendo): ciao, bevi qualcosa?
sono al verde variabile
scena 1
un uomo apre il portafogli e, a parte la tarma che si alza ronzando debolmente, non trova nulla.
nuvola di fumo: appare amato che gli porge una carta “variabile” sorridendo.
L’uomo titubante la prende e l’avvicina al portafogli.
Amato annuisce più volte per incoraggiarlo
L’uomo infila la carta “variabile” nella tasca banconote.
scena 2
l’uomo di prima è al club circondato da donne discinte, beve Crystal da una scarpetta di vetro, accendendosi sigari con banconote da 500 euro. Si nota il rigonfiamento del portafogli stracarico. Sullo sfondo Amato sorride beato e scompare in una nuvoletta di fumo rossastro.
ho un cancro variabile.
anestesista: dottore, è inutile. Il suo cuore non batte da 40 minuti. L’abbiamo perso.
dottore (trafelato, fa un massaggio cardiaco): No, non lo accetto. Oggi non mi doveva morire nessuno, ho scommesso con l’ifermiera giù in portineria.
anestesista: ma dottore, non respira più…
dottore (illuminandosi): non è ancora finita. (all’assistente) Carta
assistente (Amato): eccola, dottore.
dottore (infilandola in un orifizio al cadavere): ecco!
Il cadavere apre gli occhi, tutti gli schermi si rimettono a fare suoni e lucine.
Il dottore sospira, l’anestesista applaude.
Amato scompare in una nuvoletta di fumo alla volta di altri bisognosi
Ecco. Non vedo l’ora di poter giocare la carta variabile anch’io.
Così faccio variare un po’ di gente verso il possesso di un cervello

tulipanoNero
cedmax
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