De la prostituzione, la legge Merlin, l’italia dei benpensanti e la zonizzazione di Bologna
L’Italia si infiamma, ma non è il sud e i suoi roghi l’epicentro: Libero Mancuso, a Bologna, riapre l’annosa questione della prostituzione.
Dalla nascita della legge Merlin, che ne abolì regolamentazione in Italia e chiuse le case di tolleranza, il fenomeno è sotto gli occhi di tutti.
Il mestiere più vecchio del mondo ufficialmente non esiste più, chiaro?
E chi non è d’accordo vada sotto i cavalcavia, sui viali o dove gli pare.
Il problema della legge Merlin, nella mia piccola testolina, si risolve nel non aver risolto il problema, ma abolito le potenziali soluzioni.
Gli intenti erano sicuramente (???) i migliori, ma si è rivelata essere una legge coperchio: ha nascoto un problema, senza fare nulla di realmente efficace per trovare una soluzione reale. Ha semplicemente adottato la tecnica “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”.
La soluzione proposta a Bologna non è nuova: già a Roma, Milano e Treviso (per mano del tristemente noto pseudosindaco Gentilini) si erano proposti quartieri o, nel caso di Treviso, ghetti a luci rosse; ma nel contempo è radicalmente diversa.
Persino il leghista Tosi di Verona (vicino a Gentilini per Q.I. e posizioni politiche) in uno sprazzo di lucidità sostiene:
E’ tempo che il problema ‘prostituzione’ non sia piu’ affidato solo alla buona volonta’ dei Sindaci, ma regolato in modo moderno, non riaprendo le ‘case chiuse’ d’antica memoria, ma utilizzando nel modo migliore e piu’ adatto alla realta’ italiana le esperienze di altri Paesi europei che prima di noi hanno gia’ affrontato questo problema
La soluzione ghetto che però viene sostenuta tra le righe sbiadisce di fronte all’intelligenza pratica della zonizzazione proposta da Mancuso.
Sarà dura, ma spero ci riescano: sarebbe una svolta!
A chi parla di legittimazione della prostituzione bisognerebbe ricordare che se il problema non si vede non significa che non esista; certo, sono comprensibili le riserve logistiche sulla soluzione proposta: il dove diventa centrale. Nessuno vorrebbe il mercatino del sesso sotto casa.
Se però si riuscisse veramente a recuperare il controllo di ciò che accade nel sommerso di un sistema che ora c’è comunque ma non regolamentato e sfuggevole (e che non si può combattere con le sole multe per divieto di fermata) sarebbe un passo avanti per tutti: dai cittadini ai clienti fino alle “operatrici”.
Sono l’unico a pensarla così?
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- cedmax
- Pubblicato:
- Monday 13 August 2007
10:54
- Categoria:
- politica

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