io sono un autarchico
partiamo dal fatto che è una giornata mediamente merdosa.
nonostante sia venerdì e quindi il mio umore di sua natura tenda allo sfavillante, ogni cosa quest’oggi sta tentando di demolirlo.
e fin qua tutto ok, ci stanno i momenti no.
il problema è che poi penso, metto insieme e raffino e questo comporta ritirare fuori uno stock di sensazioni e indizi accumulati negli ultimi giorni (settimane?) che portano a pessimismo cosmico.
è un mesetto che faccio vita eremitica (esco per lo più per le prove col gruppo, non frequento gli amici etc etc) , il che non è male in sè. tra l’altro corrisponde non solo a una necessità, ma anche, in parte a una scelta.
dà il tempo di tirare le fila, riassumere le priorità e stupirsi del tempo che passa.
…
che poi ci sarebbe tanto da discutere e da dire e non ne ho voglia.
questo è quello che mi scogliona più di tutto: spesso mi ritrovo a pensare a cose che dovrei dire e poi penso che non vale la pena, che tanto chi non vuol sentire non sentirà e tanto vale non sprecare tempo e risorse..
ed è terribile se ci pensate un attimo.
probabilmente è nostalgia da dinamiche da gruppo ristretto.
da sempre sto meglio con un amico che in compagnie enormi e rumorose.
da sempre preferisco una birreria vuota a una discoteca stracolma.
da sempre preferisco stare da solo (o al limite con pochi intimi).
questo per dire?
boh, cazzo ne so.
c’è bisogno sempre di un motivo?

cedmax
ilFato
Simone Cosimi
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