Nov06

La Compagnia Aerea di Italo

“…poi ci vuole solo un poco di pazienza. Qualche mese e già nessuno nota più l’assenza..”

 

E dire che ce l’avevano quasi fatta. Senza neanche aspettare qualche mese, come suggerisce il buon Daniele. Ma qualcosa è andato storto. O meglio, qualcuno ha deciso di tornare a parlare. Forse perché quando rischi seriamente di perdere il lavoro tendi a fregartene di crisi economica mondiale, di riforma e tagli della pubblica istruzione  e tantomeno dell’elezione del primo presidente americano nero. E così la vicenda C.A.I./Alitalia se n’è uscita dall’affollato dimenticatoio mediatico e ha dato modo a molti di tornare a esprimere la propria opinione al riguardo. Tra i tanti politici, economisti, sociologi e psicologi, imprenditori e giornalisti c’è sempre una voce che non si stanca mai, come una sorta di rumore di sottofondo: Italo Bocchino.

Nei confronti dell’Onorevole io ho parecchi pregiudizi; sarà il nome, sarà il cognome, sarà che anche riducendo il suo vocabolario a articoli indeterminativi e congiunzioni riesce comunque a dire delle cazzate. L’ultima in ordine cronologico riguarda appunto il rifiuto di alcuni sindacati autonomi di firmare l’accordo con la nascente Compagnia Aerea Italiana, a tale proposito il nostro eroe ha affermato:

 ”C’e’ un operatore molto solido che e’ Cai, c’e’ l’accordo con i principali sindacati italiani, ci auguriamo che prevalga il senso di responsabilita’ tra i piloti e le hostess. Altrimenti la compagnia chiami a uno a uno i dipendenti per fargli firmare il contratto”.

 E io, dall’alto della mia carica di dioBloggher, rispondo al parlamentare del Pdl:

 caro Italo, il senso di responsabilità, da lei tante volte invocato, non credo lo si debba pretendere da chi ha come incarico quello di rappresentare  il pensiero, le esigenze e le preoccupazioni di un indeterminato numero di lavoratori; la responsabilità di quanto sta accadendo alle macerie della nostra “compagnia di bandiera” se l’è caricata sul groppone lei e i suoi amici della libertà ed è giusto che sul vostro groppone rimanga.

Se lei continua ad affermare che il piano di salvataggio da voi ideato potrebbe fallire per colpa di qualcuno che non accetta di ritrovarsi cornuto e mazziato, si potrebbe anche sospettare che forse così perfetto non era il vostro piano, e che quindi è meglio affrettarsi ad addossare la colpa (o responsabilità, che dir si voglia) a qualcuno altro, non crede?

No probabilmente non crede,

ma non replichi, la prego.