Mar30

polemica gratuita sui sacchetti ecologici nei supermercati

Recentemente la coop sottocasa ha eliminato l’opzione “sacchetto inquinante” (dice la morosa che non erano inquinanti, ma autoesfolianti.. aka biodegradabili, il che rende quel che segue decisamente più sentito) sostituendola con la simpatica opzione “salviamo le balene”.
Ovvio che siamo tutti grati alla gentilissima coop per aver mosso questo passo importante nella giusta direzione.

Detto questo, però, permettetemi una considerazione o due:
il sacchetto bio costa tipo il doppio del sacchetto normale.
quindi di media spendo circa il doppio in sacchetti.

però è colpa mia: ho un problema di memoria e di disponibilità di sacchetti di tela (che comunque la coop ti vende a 80cent, ottanta, 1600 lire)

altra cosa: il sacchetto bio si rompe. come fosse niente.
e non lo fa sfagliandosi piano piano.. nono, il sacchetto bio ti si apre di colpo sfondandosi e lasciando che le tue olive si sfracellino sul pianerottolo (non è una metafora, anche se calzerebbe, mi è successo sabato sera ed erano pure già snocciolate, altra metafora calzantissima).

quindi non puoi usarli, come ti vendono, per l’umido.
l’idea stessa che l’umido (i cui sacchetti per altro a bologna sono distribuiti aggratise dal comune) mi si sfracelli sul pianerottolo mi genera conati!
e di fatto non posso usarli, per il medesimo motivo (conati a parte), per il secco.

il che comporta che devo comprarmi sacchetti ad hoc per il secco.
quindi in realtà, se non faccio male i conti spreco di più.
“sacchetto coop anche se bio e sacchetto per il secco” vs “sacchetto coop che uso anche per il secco”: 2 a 1

però faccio girare l’economia a colpi di 10 centesimi.
dovreste ringraziarmi (soprattutto perchè la coop sono io).

è una cosa tipo i fazzolettini di carta: un bisogno indotto che genera indotto. con l’aggravante del fatto che ti fa sentire più buono