Oct04

Sull’Eppivia

platone

Ottobre. Domenica. Via Emilia. Prima vasca.
Maestro: La scelta del luogo di un Eppivia non è mai casuale. Si dovrà di sicuro ridurre al minimo il budget utilizzato per alloggio e spostamento. Anche il soldo per libare sarà oggetto di speculazione. Si massimizzerà così la possibilità del gozzoviglio.
Discepolo: Quindi la scelta dei luoghi sarà finita.
M: Si. Sarà però ripetibile. E in questo non vedi un vantaggio?
D: Non perdersi quando si è ubriachi?
M: No, conoscere già le parole più importanti. Cerveza e cardio-convercion.

Ottobre. Domenica. Via Emilia. Seconda vasca.
M: Ti è familiare la locuzione “In vino veritas”, mio caro fanciullo?
D: Hemmm… credo tu sia un po’ in anticipo sui tempi
M: Insomma, ci siamo capiti, non sfidare troppo l’autorità.
D: Chiedo venia. Sono comunque a conoscenza di ciò di cui parli. Mi chiedo infatti cosa aspettarsi dalla presenza di un astemio in un trittico di satiri ubriachi.
M: Esistono due condizioni possibili. Egli potrebbe agire da paciere, rischiando la fine di Penteo. Ovvero, si perderà in altri vizi.
D: Non mi stupirei se in questa circostanza la seconda ipotesi avesse più fondamento.

Ottobre. Domenica. Via Emilia. Terza vasca.
D: Maestro, ti sento preoccupato. Pensi forse che la frenesia estatica potrebbe sfociare in violenza e omicidio?
M: Si, alquanto. Come sai, manco di fiducia nel genere umano. A questo proposito, ti è familiare la vicenda del conte Ugolino della Gherardesca, caro discepolo?
D: Hemmm… credo tu sia un po’ in anticipo sui tempi.
M: Mi rattrista la tua indole refrattaria al riconoscimento dei ruoli.
D: … …
M: Ad ogni modo, dicevo. Per la legge del Contrappass…
D: Hemmm… credo tu sia un po’…
Il maestro fulmina il discepolo con un’occhiata.
D: Ok, Ok, ho capito.
M: Dicevo. Egli, colpevole di aver mangiato i propri figli, passò la sua eternità vittima del suo delitto.
D: Se così è, il carnefice si trasforma nella vittima, e la vittima in carnefice.
M: Ergo, i figli nel padre. E se i figli mangiano il padre, ed essi sono, come dicevamo, trasfigurati nel padre, allora lui è suo padre.
D: Chissà cosa penserebbe Freud di queste tue associazioni libere.
M: Freud? Sei un po’ in anticipo sui tempi, non pensi?

Ottobre. Domenica. Via Emilia. Quarta vasca.
D: Maestro, parlami ancora dell’Eppivia.
M: Nato da una costola dell’Eppi nel lontano 2006, si narra che durante il suo svolgimento siano accaduti numerosi eventi tragicamente inverosimili.
D: Ho sentito molto parlare di un cane. E di un autobus.
M: Credo che la tua condizione di fanciullo ti precluda la possibilità di saperne di più. Credimi, è meglio così.
D: Se non vuoi parlarmi del passato, almeno dimmi cosa credi accadrà questa volta.
M: La birra scorrerà, questo è certo. Fors’anche Sangria e Negroni.
D: Negroni? A Saragozza? Dici?
M: Non ti va mai bene un cazzo, eh!
D: Ti stupisci?
M: In effetti no.
D: Maestro, credo che questo scambio di battute non sia di prima mano.
M: Ripeto, non ti va mai bene un cazzo.
D: Torniamo nei ranghi.
M: Questo sarebbe compito mio, dirlo. Dicevo, la birra scorrerà. Speriamo non il sangue. Ma, parafrasando la Musa, almeno due di loro sono weapon of massive distruction, is not my fault, is how i am programmed to function.
D: … chi?
M: Chi ha orecchie per intendere, intenda, mio caro. E ora basta. Sono già le 18 e non ho ancora iniziato a bere.


About