Dec24

…ma che auguri!

lasCasas 20:07 varie

Caro dioBlog e cari dioBloggers,
rubo le parole ad un vero “gigante di/dell’umanità” per augurarvi buon Natale.
E con la speranza che quello che mangeremo in questi giorni ci vada un po’ di traverso!

Non obbedirei al mio dovere di Vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.
Io, invece, vi voglio infastidire.
Non posso, infatti, sopportare l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla “routine” di calendario. Mi lusinga, addirittura, l’ipotesi che qualcuno li possa respingere al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi conceda la forza di inventarvi un’esistenza carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita; il sorpasso, progetto dei vostri giorni; la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla ove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura o l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunziano la pace portino guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che, poco più lontano di una spanna con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio per fame.
I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce”, dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge” e scrutando l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E poi vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri: che poi è l’unico modo per morire ricchi.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
don Tonino Bello, vescovo

Buon Natale
lasCasas

Dec15

Lettera aperta a Babbo Natale

 

L’anno scorso ti ho lasciato biscotti e lattuccio sul tavolo della cucina e tu non li hai toccati. Sappi che ho interpretato questa tuo gesto come un atto di aperta polemica verso di me e verso la tradizione, per cui, quest’anno non ti lascerò nulla.

Ora se propio ci tieni a fare pace con me e non vuoi trovarti una carica di tritolo sotto la tua casetta innevata credo che ti toccherà soddisfare giusto qualche mio piccolo capriccio. E no! Caro Babbo Natale, troppo facile dire che era la milionesima casa che visitavi e che quindi non ne potevi più di cibarti di latte e biscotti, perchè se innanzitutto tu smettessi di ubriacarti di quella schifosa bibita sintetica tutta zucchero e bollicine che ti fa da sponsor ogni sacrosanto Natale, magari un morsetto ai miei biscotti l’avresti dato! 

Se tutto questo non bastasse a convincerti dell’urgenza e della necessità di soddisfare la mia richiesta sappi che tengo Rudolf in ostaggio e che mi ci farò un bello stufato di renna se non mi accontenterai.

Ma ora veniamo alla richieste.

Per mio conto ti manderò lettera privata con busta chiusa e ricevuta di ritorno. Sarà una lista di dieci regali e guarda che non significa che puoi sceglierne uno su dieci ma che devi regalarmi tutti e dieci. Mi sembra già di sentirti sbuffare e la cosa non mi piace affatto, tirchio che non sei altro! Basta con la solita scusa della crisi e del fallimento delle banche, se decidesti di investire tutti i proventi delle tue apparizioni pubblicitarie in azioni Lheman Brothers non è colpa mia: vorrà dire che lavorerai qualche ora in più nei centri commerciali  americani con bambini mocciosi e in sovrappeso seduti sulle gambe.

ma torniamo alle richieste. Io voglio e desidero che tu faccia un regalo per mio conto ai mie cari amici dioblogger. A seguire la lista di ciò che gli regalerai:

Al caro cedmax tu regalerai questo fantastico portamatita. Un tocco di classe sulla sua scrivania.

 

Poichè credo che a elDievel piace molto conversare e so che da poco si è impossessato di una nuova dimora credo che qualcosa che unisca l’utile al dilettevole possa fargli comodo. Ho pensato dunque a questo fantastico tavolinetto intorno al quale potrà imbandire la sua conversazione. Siccome sono anche a conoscenza che è irremovibile nelle sue prese di posizione ho creduto che la metamorfosi del tavolino torni utile a far propendere le ragioni del discorso a suo favore.

 

 

 

Se segui il blog non farai fatica a capire perchè questo regalo per tN ( se non lo segui peggio per te!)

Alle mie care Se e LaDà ho in mente questo:

 

credo non avranno problema alcuno di attribuzione.

per lR un dono semplice ma utile: così le sue birre staranno al sicuro

 

 Per ilFato, ho trovato un regalo tanto utile quanto inconsueto: una catapulta-maiali. Secondo me gli tornerà utile, molto utile!

ed infine per Cdf ho in mente un regalino dolce dolce, chissà se apprezzerà 

 

Las Casas invece continua a brillare per assenza…non ho la più pallida idea di cosa gli regalerai per mio conto ma in fin dei conti a Natale manca ancora un pò….

Chiudo questa lettera con lo stesso accorato appello di lR .

 

 

 

Dec13

Sugar, sweet sugar

Se 13:15 varie

La notizia del giorno, almeno per quelli della mia specie.

Repubblica.it riporta la notizia di uno studio secondo cui lo zucchero sarebbe una specie di droga.

MA DAI?

lo studio è stato svolto utilizzando delle cavie e somministrando loro dosi elevate di acqua zuccherata ogni giorno, dopo che avevano passato la notte a digiuno. Nel giro di tre settimane, gli animali hanno cominciato a dare segni di impazienza e frenesia, mostrando insomma un comportamento simile a quello dei tossicodipendenti in crisi di astinenza. “Rimanevano a lungo desiderosi di ricevere una nuova “dose”, erano incontrollabili”,

oltre a questo, un altro particolare illuminante:

A un certo punto gli scienziati hanno deciso di variare sostituendo l’acqua zuccherata con dell’alcol e hanno notato che quelle nutrite con lo zucchero ne bevevano più di quanto avrebbe fatto un topo normale

Un raro caso per cui l’esperimento in vivo su animali di laboratorio è assolutamente riproducibile passando all’umano. Potrei cambiare mestiere. Mi prenderebbero come cavia a pagamento? Di sicuro, tirerei l’acqua al loro mulino.

Per chiudere in bellezza, la mia versione quando mi sale la scimmia.

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Dec12

caro omino che vive al polo nord…

elDievel 15:12 varie

…ti chiedo solo delle cazzo di cuffie per ascoltare la musica, regolarmente acquistata sul mulo, in ufficio…

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Dec05

la letterina di una biogeek

LaDà 17:32 varie

Caro Babbo Natale,

non ti ho mai chiesto nulla, i miei hanno pensato bene di crescermi senza la tua presenza, con la consapevolezza che i regali si collezionassero sotto l’albero piano piano, man mano che i genitorivecchiostile (in questo caso mica tanto) li compravano.. quindi mi ero fatta furba e per tutto l’anno facevo piccole citazioni tipo “che bello questo, come mi piacerebbe averlo”, in modo che i miei memorizzassero..

ma adesso che ho finito di fare la parassita e di accingere ai genitori bancomat, non posso che ricorrere a te…

 

le endorfine da porare al collo sono la panace ai mali del mondo!

se ti chiedo troppo in questo sito puoi scegliere qualcosa di piu economico…ricordati che sono una caffeinomane etilista …

Dec01

scimmie e PIL

lasCasas 19:13 varie

Rubo agli amici di Nigrizia una bella storiella, scritta per raccontare l’attuale crisi finanziaria agli africani (ma non solo) che di economia non ne masticano molta.

Un giorno, uno sconosciuto arriva in un villaggio e annuncia agli abitanti che è pronto a comperare scimmie a 10 dollari l’una. Subito, quei paesani vanno in foresta e catturano scimmie a centinaia, a migliaia addirittura. Poco a poco, la popolazione dei primati si assottiglia e i cacciatori devono ridurre il ritmo.
Lo sconosciuto annuncia che, d’ora in poi, pagherà 15 dollari la scimmia. I paesani raddoppiano lo zelo, e così, ben presto, non si trova più una sola scimmia nella foresta. Allora, lo sconosciuto offre prima 20 e poi 50 dollari per animale, avvertendo, però, che deve assentarsi. Sarà il suo aiutante a comperare le loro prede. Questi riunisce la gente e indica le gabbie con le migliaia di scimmie che il padrone ha comperato. “Se le volete – dice – ve le cedo a 35 dollari l’una. Così, quando il mio padrone tornerà, potrete rivendergliele a 50”. Accecati dalla prospettiva dell’arricchimento facile, i paesani vendono i loro beni per riscattare le scimmie. Incassato il malloppo, l’assistente sparisce nella notte. Né lui né il padrone si vedranno più. Nel villaggio, solo scimmie che corrono all’impazzata.

Abbiamo avuto la prova del fallimento delle teorie mercantilistiche e liberiste che hanno governato gli ultimi 60 anni di economia globale (e purtroppo gli effetti li sentiremo sulla nostra pelle). Le conseguenze le pagheremo tutti, ma in questo colpo di coda del sistema qualcuno le pagherà più di altri.

Che non sia la volta buona che la smettiamo di intendere lo stato di salute dell’economia in esclusivi termini di PIL? Mi piacerebbe che cominciassimo a dare un po’ più credito alla teoria della decrescita felice, dove la ricchezza viene misurata sul pane che abbiamo sulla tavola e non sui soldi che ci servono per comprarlo; dove, pertanto, si calcolerebbe la crescita economica non con il parametro dei consumi, ma con quello dei beni. Come si sa, il modello dei consumi porta a conseguenze incredibili: andare in auto fa consumare benzina, e quindi fa crescere il PIL; rimanere imbottigliati o fare un incidente fa crescere il PIL ancora di più, visto che si consuma più benzina, si paga il carrozziere e il medico dell’ospedale lavora per curarci.

In un modello economico che identifica la ricchezza nei beni, e non nelle merci, si è ricchi per ciò che si ha, e non per quello che si può comprare. Diventerebbe pertanto inutile comprare ciò che si può produrre (perchè lo si pagherebbe di più). Non si è meno ricchi, circola solo meno ricchezza. Con la conseguenza, però, che le risorse sarebbero sfruttate molto meglio perchè utilizzate per quello che servono e non per essere offerte indiscriminatamente sul mercato. E magari ne avrebbero accesso, localmente, anche coloro che producono sottocosto beni per gli interessi (finanziari) altrui.

Nov30

dove lo meeeetto? dove lo meeeetto? lo metto qui.

cedmax 10:06 varie

varie