Jul10

Le Fantastiche 4

fantastiche 4

“il massimo per i tuoi studi universitari”

Non so se essere più in disaccordo con il pubblicitario che ha avuto questa idea delirante per il gemellaggio tra le 4 sedi romagnole e Bologna o con il rettore di Bologna che ha voluto la rimozione immediata dei giga cartelloni con topa in tutina…
Non sono d’accordo perchè non trovo l’accostamento università=veline così diretto ed evidente in questa pubblicità, anche se più che agli studi universitari, questa pubblicità mi fa pensare a quei begli Erasmus in cui si beve, si tromba e se avanza tempo capita pure di dare un esame…
Sono ancora meno d’accordo perchè l’università è piena di puttane, di marchettare, di ruffiane e meretrici (di ambo i sessi… puttane in senso professionale) e quindi 4 zozze ci possono anche stare…

Rimane comunque il quesito: perchè le bionde le han prese gnocche e le brune un po’ cavalle?

Comments Off
Nov07

punti di vista

se anche di primo acchito, leggendo solo il post, potreste trovarvi d’accordo con linda e non con mirko, vi chiedo di andare oltre, leggere tutti i commenti (ignorando magari gli estremi in un senso e nell’altro) e farvi un’idea dei punti di vista espressi, se potete senza pregiudizi.

credo che ci sia materiale per un’interpretazione interessante della contemporaneità.

Jul15

ryanair da settembre nuovo scalo “bologna”

è quasi ufficiale, da settembre l’ex low-cost ryanair farà scalo al marconi di bologna… odio doverlo dire, ma rimetterei in gioco l’eppivia visto che ci saranno delle offerte per il lancio…

Sep21

Matilda

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Chi è Matilda?
Matilda è design, moda, creatività, comunicazione, eventi e…molto altro ancora. Non è un semplice negozio, ma un luogo da scoprire, vivere e personalizzare. Ci troverete t-shirts, borse e spillette, ma non potrete mai essere sicuri che quando ci ritornerete vedrete le stesse cose.

Dopotutto Matilda è a Bologna, in piena zona Universitaria, dove il via vai continuo di gente di ogni età e proveniente dai posti più disparati di sicuro tiene lontana la noia.

serata inaugurale

venerdì 21 settembre, dalle 18

troverete aperitivo, installazioni, musica e videoproiezioni.

in periodo di moda concept su dioblog, come non segnalare il concept store che apre oggi a bologna?

via frizzi frizzi

ci aggiungo anche il quiz della settimana: chi ci sarà come potrà riconoscermi?

Sep06

Cos’è la destra, cos’è la sinistra? pseudoborghesie e legalità #1.

Non voglio trarre conclusioni su basi filosofico-storiche, ma dare un mio punto di vista.
qualunque imprecisione è quindi dovuta alla mia ignoranza e alla mia visione del mondo.

Anzi, sia chiaro che questo post contiene imprecisioni; un po’ come nei film su Tele Capo D’Istria dove i tedeschi erano cattivi e i partigiani buonissimi e intelligentissimi.

Il ruolo dello stato di destra e di sinistra secondo la mia visione del mondo si possono riassumere in controllo vs compenetrazione

La destra vuole a livello economico e sociale il controllo.
lo stato sta sopra e osserva. interviene se deve. e pesantemente.

A mano armata, in alcuni casi, man mano che si va a destra.

Anche nell’economia liberale all’americana, per esempio.
mercato libero, poche regole.
ma se si sgarra si paga (mica come qua in Italia, guardate la Enron).

Il cittadino, a destra, è ciascun per sè.

La sinistra, invece, dovrebbe promuovere la compenetrazione.
lo stato è il centro.
i cittadini, insieme, sono lo stato e non ne sono controllati o schiacciati perchè sono loro stessi.

La prima cosa che mi viene in mente in queste ottiche è che solo nello stato di sinistra il civismo è necessario.
nel primo è un bonus: le cose starebbero in piedi lo stesso.
nel secondo, in mancanza, vanno a farsi fottere le basi stesse del discorso.

Sono considerazioni sparse su un tema caldo: sono stato insultato (mi hanno dato del borghese e, se in sè non è un offesa, io la considero tale. per come è stata sputata, più che per i contenuti) per la mia opinione al riguardo, il che mi solleva: se sono tutti d’accordo mi sento vagamente in errore.

Tutto nasce da polemiche e vene chiuse su Firenze, Bologna e le altre amministrazioni di sinistra che hanno applicato metodi di destra in nome della legalità.

Ma non voglio entrare nel merito dei comportamenti di Domenici o del cinese…
quello che mi chiedo è quanto la tendenza (portata avanti anche dal governo col pacchetto sicurezza) è giusta.

Sì, giusta, non di sinistra.

Insomma, se la teoria della finestra rotta è moralmente accettabile nell’ottica dello stato di sinistra per come lo vedo io?

o tutto ciò si rivela essere una parafrasi dello sceriffo di Treviso o del Tosi di Verona.

Uh.. e adesso? come si va avanti?

Penso che citerò qualcuno che scrive meglio di me:

Questa società era stata fondata nel 1849. Col pretesto di fondare un’associazione di beneficenza il sottoproletariato di Parigi [...]
Accanto a roués in dissento, dalle risorse e dalle origini equivoche; accanto ad avventurieri corrotti, feccia della borghesia, vi si trovavano vagabondi, soldati in congedo, forzati usciti dal bagno, galeotti evasi, birbe, furfanti, lazzaroni, tagliaborse, ciurmatori, bari, ruffiani tenitori di postriboli, facchini, letterati, sonatori ambulanti, straccivendoli, arrotini, stagnini, accattoni, in una parola, tutta la massa confusa, decomposta, fluttuante [...]
“Società di beneficenza”, – in quanto i suoi membri, al pari di Bonaparte, sentivano il bisogno di farsi della beneficenza alle spalle della nazione lavoratrice.

Marx, via leonardo.

Un inizio, se non altro.

to be continued (se interessa)….

Aug13

De la prostituzione, la legge Merlin, l’italia dei benpensanti e la zonizzazione di Bologna

L’Italia si infiamma, ma non è il sud e i suoi roghi l’epicentro: Libero Mancuso, a Bologna, riapre l’annosa questione della prostituzione.

Dalla nascita della legge Merlin, che ne abolì regolamentazione in Italia e chiuse le case di tolleranza, il fenomeno è sotto gli occhi di tutti.

Il mestiere più vecchio del mondo ufficialmente non esiste più, chiaro?
E chi non è d’accordo vada sotto i cavalcavia, sui viali o dove gli pare.

Il problema della legge Merlin, nella mia piccola testolina, si risolve nel non aver risolto il problema, ma abolito le potenziali soluzioni.
Gli intenti erano sicuramente (???) i migliori, ma si è rivelata essere una legge coperchio: ha nascoto un problema, senza fare nulla di realmente efficace per trovare una soluzione reale. Ha semplicemente adottato la tecnica “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”.

La soluzione proposta a Bologna non è nuova: già  a Roma, Milano e Treviso (per mano del tristemente noto pseudosindaco Gentilini) si erano proposti quartieri o, nel caso di Treviso, ghetti a luci rosse; ma nel contempo è radicalmente diversa.

Persino il leghista Tosi di Verona (vicino a Gentilini per Q.I. e posizioni politiche) in uno sprazzo di lucidità  sostiene:

E’ tempo che il problema ‘prostituzione’ non sia piu’ affidato solo alla buona volonta’ dei Sindaci, ma regolato in modo moderno, non riaprendo le ‘case chiuse’ d’antica memoria, ma utilizzando nel modo migliore e piu’ adatto alla realta’ italiana le esperienze di altri Paesi europei che prima di noi hanno gia’ affrontato questo problema

La soluzione ghetto che però viene sostenuta tra le righe sbiadisce di fronte all’intelligenza pratica della zonizzazione proposta da Mancuso.
Sarà  dura, ma spero ci riescano: sarebbe una svolta!

A chi parla di legittimazione della prostituzione bisognerebbe ricordare che se il problema non si vede non significa che non esista; certo, sono comprensibili le riserve logistiche sulla soluzione proposta: il dove diventa centrale. Nessuno vorrebbe il mercatino del sesso sotto casa.

Se però si riuscisse veramente a recuperare il controllo di ciò che accade nel sommerso di un sistema che ora c’è comunque ma non regolamentato e sfuggevole (e che non si può combattere con le sole multe per divieto di fermata) sarebbe un passo avanti per tutti: dai cittadini ai clienti fino alle “operatrici”.

Sono l’unico a pensarla così?

Aug01

un flash tipo Titanic

cedmax 22:42 varie

setting: io in piazza verdi. aspetto i colleghi per un eppi (sì, vi tradisco ufficialmente coi colleghi).
leggo “L’uomo di Pietroburgo” di Ken Follet.
si avvicina una tizia abbastanza ciunta e altrettanto fuori che mi apostrofa:

lei: “non è che posso F**** (parola incomprensibile. NdCed) un po’ del tuo libro e leggermelo dopo con calma?”
io: “eh?”
lei: “posso fotografare qualche pagina? me la leggo poi con calma”
io: “sì,sì”

lei tira fuori un cellulare evidentemente senza fotocamera (che comunque sarebbe stato strano, ma senza fotocamera…) e comincia a ciappinare coi tasti..

lei: “questa la rifaccio che è venuta mossa”
io: “ok”

lei continua a cliccare tasti a caso; lo schermo del cellulare (benchè non ce ne sia bisogno) è bene in vista..

lei: “ma lo sai di che parla sto libro?”
io: “bè.. lo sto leggendo”
lei: “parla di un tipo che alla fine si infila una pistola in bocca”
io: “ne dubito”
lei: “nono è proprio così: non è il libro che parla di quel turco?”
io: “no”
lei: “vedrai quando lo finisci che poi penserai: vorrei incontrare di nuovo quella tipa che aveva ragione e poi partirà  un flash tipo Titanic che però ormai sarà  troppo tardi”
io: “oh.. guarda: ecco i miei amici, scusa, devo andare..”

o qualcosa del genere…

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