Jan10

La legge dei figli

La legge dei figliDa un lato c’è la Costituzione, la legge fondamentale della Repubblica, nata dalla Resistenza, dall’incontro fra le grandi culture cattolica, laica e socialista che avevano traghettato l’Italia alla liberazione dal Fascismo attraverso anche (non solo, ma anche) una sanguinosa guerra partigiana. Dall’altro lato ci sono loro. I magistrati, i prefetti, i poliziotti, i funzionari che in questi anni hanno incarnato la spina dorsale di uno Stato che, nelle sue plurime articolazioni, si sarebbe dovuto atteggiare e condurre nel rispetto della sua legge fondante. (…) . Ma l’espressione Stato, in un simile contesto, rischia di apparire generica, vuota di senso, meramente descrittiva. L’Italia è il Paese degli italiani “brava gente” che si massacrano allegramente a colpi di tritolo e P 38 e che bruciano i boschi, intossicano le falde, seminano a piene mani bruttezza e degrado in un territorio universalmente reputato fra i più belli al mondo. Ma l’Italia è anche il Paese dei cento eroi per caso, dei coraggiosi magistrati, dei poliziotti che non sono stati nella caserma Diaz e che interpretano la propria missione al servizio del cittadino, dei marescialli che mantengono l’ordine nei piccoli centri con molta intelligenza e risolvono i casi intricati con la pratica della vita più che con il kit fantascientifico da CSI. Questa antologia ci restituisce la loro voce. Un grido d’allarme, un grido lacerante, ma un grido rivolto alle nostre coscienze: non disperate, la Costituzione, anche in mezzo a tutto questo nero che ci circonda, è ancora possibile.

dalla prefazione di De Cataldo.

Un’antologia noir per celebrare i 60 anni della Costituzione italiana. Sedici autori tutti appartenenti a vario titolo alle istituzioni dello Stato (in qualità di magistrati, esponenti delle forze dell’ordine e altro) mettono alla prova la nostra Costituzione prendendo spunto dai suoi singoli articoli, ci raccontano un paese in cui nulla è scontato, nemmeno l’applicazione dei principi stessi che sono alla sua base.

Difficilmente da reperire, qui lo potete ordinare…

buona lettura…

May25

le nuove droghe: aNobii, il social sharing dei libri

leggo su giovy’s blog di questo nuovo servizio che praticamente fa coi libri quello che last.fm fa con la musica.

si chiama aNobii e permette, inserendo semplicemente il codice isbn dei libri (o attraverso una normale ricerca) di costruire una propria libreria online.

l’approccio del sito è semplice, c’è un ampissimo catalogo (in italiano) e immediatamente ci si ritrova a cercare tra i libri di chi ha i propri gusti.

l’idea è ottima, penso che passerò il weekend (dopo aver pulito casa che se no la morosa si incazza) a inserire libri e cercare di ricordare quando li ho letti

Apr19

Una vita da lettore

cedmax 09:53 varie

Che cosa è nata prima: la musica o la sofferenza?
Chiunque pensi che l’immaginazione non può uccidere, è uno sciocco: passi tutta la tua vita a diventare Dio e poi muori.
Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrice, macchine, lettori cd e apriscatole elettrici: una volta leggevamo pornografia, ora siamo passati ad arredomania.
Questa è la tua vita e va finendo un minuto alla volta.
Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte.

Jan23

siccome che c’è un mio amico che mi prende per il culo per i titoli dei libri che leggo

ecco a voi la lista, mentre il pubblico acclama “facce ride!!”:

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Superman contro Newton (i supereroi dei fumetti e la loro scienza)

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I simpson e la filosofia

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Suicidi falliti per motivi ridicoli

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la saga di eymerich (la copertina è di Nicholas Eymerich , inquisitore)
(questi lo facevano ridere meno)

ma questi sono solo quelli che sto leggendo contemporaneamente, ne ho molti altri in attesa

Oct11

Lampi di stampa

Lampi di stampa è il primo editore italiano di print-on-demand (stampa su richiesta). Grazie alle tecnologie digitali, unite all’esperienza con le tecniche tradizionali, l’azienda stampa libri su richiesta, anche una sola copia per volta.

Es: con un libro di 208 pagine e tiratura di 500 copie, si va a spendere 2.339 euro circa… te lo impaginano un po’ (ma un minimo), poi lo stampano e lo inseriscono nei cataloghi di libri on-line… oppure te lo inviano…

Che dire, un nuovo servizio per gli infiniti scrittori italiani, visto che in Italia ci sono più scrittori che lettori, un nuovo modo per arrivare ad avere un libro tutto tuo!

Lampi di stampa

May08

Il Codice Dan Brown

Il 19 maggio esce in tutto il modo il superpompato film del Codice Da Vinci. E la polemica infuria.
Mentre Dan e soci si beano del bailamme e probabilmente stanno segnando svariati “più” alla voce pubblicità  gratuita, la chiesa (anzi le chiese – cattolica, anglicana, ortodossa etc…) si leva contro il film, accusandolo di fuorviare i cristiani (implicando che il cristiano medio sia cerebralmente assimilabile ad una spugna che assorbe tutto quello che tocca, sudiciume o vangelo… chissà  se loro ci hanno mai marciato su questa predisposizione a “bersela”… ma questa è un’altra storia).
Andreotti e Buttiglione non hanno potuto esimersi dal concordare che le varie inizative promosse dalle varie chiese, quali ad esempio il boicottaggio del film e il tentare di dissuadere chi avrebbe voglia di vederselo dall’entrare nelle sale, sono legittime e anzi è necessario che una simile massa di fandonie venga fermata.
L’Avvenire riporta un lungo articolo di mons. Angelo Amato (nomen omen) che lo definisce “una cinica operazione commerciale sulla pelle della fede di milioni di cristiani”.
E il meglio è l’uscita dell’Arcivescovo di Torino Poletto all’inaugurazione della Fiera del Libro: “Il Codice Da vinci mi ha fatto ribrezzo, non si può romanzare la vita di Gesù Cristo. Non l’ho letto tutto, ma a spizzichi, e mi è bastato per capire”. Ma come, sei alla Fiera del Libro e me la meni per un libro che hai approfonditamente letto “a spizzichi”? Ma almeno leggitelo tutto, se non puoi fare a meno di rompere…
E ora io (che il libro non l’ho letto ma non critico o approvo Dan Brown, mi limito a prendermela con la polemica in corso..):
Ma se sei un cristiano, e te la bevi senza fiatare… non è che in realtà  sei cristiano tanto per?
Per esempio, se vado da un buddista e gli dico: “Guarda che buddha mica era il pacioso ciccione che pensi te, in realtà  era un guerriero sanginario che a Gengis Khan ci faceva venire gli incubi”, e lui se la beve, posso leggitmamente pensare che il suo essere buddista sia una patina quantomeno sottile?
E’ chiaro che il Codice è finzione… cazzarola, l’hanno pure citato per plagio, mica puoi citare per plagio uno storico, citi uno che ti ruba un’idea…
Insomma, mi rompe che la chiesa debba continuare a vedere minacce nei fatti più banali (e così facendo gli dona una una sacralità  e uno spessore che mai avrebbero avuto da soli) e per di più debba continuare a ribadire che mi considera un cretino privo di pensiero indipendente, non devo neanche provarci, tanto mi dice lei cosa pensare. (e poi sul 740 quando devo decidere dove fare la x per l’8×1000 diventa improvvisamente importante cosa penso, no?).

chiudo col pensierino della sera (mio, stavolta):

ASSIOMA del CODICE
l’intensita con cui devi vivere il cristianesimo nella tua vita per potertela bere è tale per cui il cessare di definirti cristiano non presenta variazioni sostanziali nel tuo quotidiano.

LEGGE di PROPORZIONALITA’ del CODICE
La violenza con cui la Chiesa te la menerà  per futilità  di questo genere è direttamente propozionale all’attenzione che le presterai, che a sua volta è inversamente proporzionale al tuo Q.I.

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