XL di Repubblica
non è un acquisto che faccio regolarmente..
diciamo che l’ho acquistato 2 volte in tutto, questa compresa.
l’altra volta, se non ricordo male, era perché allegavano V for Vendetta a prezzi popolari.
c’era Caparezza in copertina.
in sè è una rivista interessante.
mostra una certa sfaccettatura del mondo gggiovane, cultural chic, vagamente indie, sinistrorso e contemporaneamente imbarcato di sghei.
in sostanza il target che dovrà in futuro sostenere Repubblica stessa, quando il senso civico o la maturità lo allontanerà da tutte quelle puttanate tipo il nuovo Ipod o lo Scamarcio di turno per fargli comprendere che una notizia non è il nuovo disco dei Good Charlotte, ma, magari, la strage in Virgina.
detto questo, quindi, possiamo dire che XL è il canale di Repubblica per avvicinare i giovani, intrigarli e coccolarli fino a che non saranno pronti per crescere?
bè.. io la vedo più o meno così, visto che comunque tra i temi trattati ce ne sono anche di culturalmente elevati e interessanti come l’Odin Teatro, il problema dell’alcolismo e altre amenità che nulla hanno a che vedere con ponte Milvio, per dire.
poi finisco sulla pagina delle recensioni dei dischi.
non mi sento di criticare il resto in alcun modo perché non ho le competenze, non ho letto tutto attentamente e non sono un lettore abituale.
la cosa che mi chiedo è:
possibile che non ci sia un disco che fa CAGARE???
le recensioni, a parte qualche caso in linea con l’immagine radical chic (vedi avril lavigne, la contro-recensione dei good charlotte – a fronte di una entusiastica – e jennifer lopez), vanno sotto le 3 stelle (da 1 a 5 la valutazione) solo in un paio di casi su una 30ina.
e gli altri?
tutti dischi belli???
mi rendo conto che è un problema diffuso.
moltissime riviste hanno questo approccio, mi sembra però un po’ più grave se di fondo c’è un progetto finalizzato alla formazione del proprio pubblico futuro (e di un certo tipo di pubblico, comunque).
forse sono io a dare troppa importanza alla cosa.
ma lo diceva anche Moretti, riferendosi alla classe dirigente della sinistra italiana:
– Stavano tutti i pomeriggi davanti alla tv a vedere Happy Days: questa è la loro formazione politica, culturale e morale.
– Nanni, ma cosa c’entra?
– Non c’entra, ma c’entra
mi sono rotto le balle di questo perbenismo musicale per cui o si recensisce solo la roba valida o si dà un 6,5 pacca sulla spalla anche se il disco è terribile: la diminuzione dei costi di produzione (e di reperibilità ) dei dischi ci porta ad ascoltare di tutto e alcune cose sono onestamente ORRENDE.
perché non dirlo?
politically correct un par de palle.
è la rinuncia a creare uno spirito critico ed è sbagliato!
ancora il caimano (che mi dimentico le cose)
la sinistra ignorata bellamente.
come l’aspetto cattolico/religioso ne la stanza del figlio.
chi sarebbe deputato a (o si arroga il diritto di) dare risposte e non è minimamente in grado di farlo non merita nemmeno di essere preso in considerazione.
il caimano
l’ho visto.
ok.. in ritardo, come tutto, persino l’arrivo al cinema.
però l’ho visto.
non è un film su berlusconi.
è una commedia.
non è il film più bello di moretti ma è bello.
il paradigma è, come afferma moretti interpretando se stesso, che nessuno vuole un film su berlusconi, che chi ha voluto in questi anni si è informato, gli altri non lo faranno di certo perché esce un film…
e moretti ci gioca tra metatesti e autoreferenzialità ; propone un berlusconi spersonalizzato, facendolo interpretare da 3 attori nel corso del film (oltre alle immagini “storiche”), al contrario di quanto proposto dall’attore interpretato da placido.
e chiude con la grottesca scena finale (perché “è sempre il momento di fare una commedia”), che spiazza, che sembra voler dire: “volevate vedermi fare questo, vero?”… già .. qualcuno si aspettava che berlusconi fosse demonizzato e invece è solo presentato. è questo che brucia?
un film con spunti geniali e alcuni momenti di poesia pura (il figlio di silvio orlando che non trova un pezzo dei lego), ma solo abbozzata, come moretti ci ha insegnato.
onore al merito
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