I (heart) this label – volume #1: BARSUK RECORDS
Premessa: io sono uno di quelli che (pregio o difetto che sia) ascolta musica in costante ricerca di qualcosa che gli piaccia tanto: di solito non mi accontento di aver trovato il mio cerchiolino di gruppi interessanti, anzi: sono mosso dal sacro fuoco della next big thing.
della mia, personalissima, next big thing (e nemmeno per forza recente: spesso scopro chicche ovvie e scontate per molti).
amo, insomma, cercare, guardarmi intorno, scoprire cose nuove.
e a volte capita che mi accorga che un sacco di proposte (che altro non potrei definire se non) fighe portino il marchio della stessa etichetta.
da questo nasce l’idea di I (heart) this label: ne prendo un po’ e ve le racconto attraverso i video di alcune sue band (meglio se un po’ misconosciute) in modo di avere uno pseudoquadro del feel che le muove.
Il primo turno è per la Barsuk Records di Seattle, già etichetta dei Death Cab For Cutie e di Rilo Kiley
Menomena – Muscle’n Flo (live @ Juan’s Basement)
John Vanderslice – Kookaburra (live @ La Brea Ave, LA)
Aqueduct – Living A Lie
What Made Milwaukee Famous – idecide
Jim Noir – My Patch
being indie for a whale
Volevo scrivere “for a while” ma l’idea di una balena con la maglia a righette orizzontali mi fa ridere..
Perdonatemi la battuta orrenda ma è da così tanto che non faccio un post musicale.. tentavo di rompere il ghiaccio..
Tornando al titolo presunto, però, ci sono momenti in cui ti senti veeeramente indie (di conseguenza figo, ggiovane e soprattutto indie).
Capita in genere quando nonostante gli sforzi non trovi la musica che cerchi.
Con l’hip hop ad esempio è dura: alcune cose ovviamente non sono mai state importate in italia, ma fin qui nessuno si scandalizza.
Il problema è che (forse per rispetto della scena, forse perché i dischi sono poco reperibili, forse perché piacciono solo a me) anche su mulo, torrent e blogserch non si trovano.
quindi mi ammazzo di seghette immaginando come potrebbe essere il disco di artisti come Bleubird.
per fortuna poi arriva in soccorso youtube (anche se c’è ben poco, a dire il vero)
Poi metto da parte la vena hip hop che so che in pochi la sopportano e vi metto anche un video dei Cloud Cult (Chemicals Collide) e uno dei Chin Up Chin Up (We Should Have Never Lived Like We Were Skyscrapers)
si capisce la sottile ironia del post sul sentirsi indie?
Tag
stai leggendo i post che riportano il tag "video musicali"
Benvenuto nell'archivio di dioblog





